Questi ultimi 11 mesi sono stati i più strani di tutta la mia vita, sono cambiate talmente tante cose, sono cambiato talmente tanto io, che faccio fatica quasi a crederci.
Tutto è cominciato dopo quel “fattaccio”, quel fulmine a ciel sereno che ha mi ha fatto crollare il terreno sotto i piedi. Ricostruire una casa dopo un crollo non è certamente facile, bisogna fare piazza pulita, preparare il terreno e così ho fatto. Mi sono dovuto allontanare dalle mie amicizie, ho dovuto voltare le spalle agli amici a cui volevo (e voglio ancora) un gran bene perché era troppo difficile costruire le fondamenta di una nuova casa facendosi strada tra le macerie… Non è stata una scelta facile, ma è stata obbligata perché non riuscivo a essere me stesso, a scrollarmi la polvere del crollo dai vestiti.
Per fortuna ho trovato quasi per caso delle persone fantastiche, degli amici che mi hanno aiutato quasi involontariamente a superare quel brutto momento, con cui riesco a essere spontaneo e felice. Sopportano la mia pazzia e ognuno di loro è speciale (o fuori di testa a seconda dei punti di vista) a suo modo e mi trasmettono sempre qualcosa anche solo con uno sguardo, un cenno d’intesa o un abbraccio. Sono mitici, sono unici, sono veri. Sono riusciti ad aiutarmi persino a superare uno degli addii più dolorosi della mia vita, a rimarginare una ferita profonda proprio in mezzo al petto, a vincere la rabbia che ogni tanto mi pervadeva: Kakà non dovevi andartene!!!!! Berlusconi glielo pagavo io lo stipendio!!!
I lavori procedono meravigliosamente bene, le fondamenta sono solide e i muri sono dritti, quindi COME ON GUYS!!!
SCIALLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!






